Nel 1519 Hernàn Cortès pronunciò una frase rimasta nella storia: ” Se sei sicuro, brucia le navi“. Un messaggio semplice ma potentissimo: eliminare ogni via di fuga per costringersi ad andare solo in avanti. Un immagine che descrive perfettamente la stagione della Roma di Gian Piero Gasperini.

Infatti la Roma del Gasp ha un’identità chiara, quasi radicale: attaccare sempre. Pressione alta, ritmo intenso, ricerca continua della profondità. Non esiste un atteggiamento attendista, non esiste un piano conservativo evidente. Una scelta precisa, forte, coerente. Ma è anche una scelta che divide. La domanda che molti tifosi si pongono è inevitabile: questa mentalità, alla lunga, pagherà?

A Torino contro la Juventus, i giallorossi si presentavano con quattro punti di vantaggio. Una situazione che avrebbe potuto suggerire maggiore prudenza. Gestire, controllare, limitare i rischi. Invece la Roma scelse di non cambiare pelle. Giocò con coraggio, aggressività, senza snaturarsi. E in quell’occasione infatti uscimmo con le ossa rotte da Torino, in una partita che non ha mai dato l’ombra di poter essere portata a casa.

Situazione simile dell’ultima sfida contro il Napoli. Vantaggio al minuto 72, una squadra consapevole dell’importanza di quei tre punti avrebbe potuto abbassare il baricentro e proteggere il risultato. La Roma, invece, ha continuato ad attaccare, restando fedele alla propria filosofia. Il pareggio finale ha lasciato inevitabilmente qualche rimpianto.

E allora il punto è tutto qui: meglio restare fedeli alla propria identità o adattarsi ai momenti della partita? La Roma ha scelto di bruciare le navi. Nessun passo indietro, nessuna gestione conservativa. Solo la convinzione che il proprio gioco, portato avanti fino in fondo, sia la strada giusta. Se questa scelta porterà davvero a un posto in Champions League lo dirà soltanto il campo. Ma una cosa è certa: questa squadra non ha paura di RISCHIARE.