Difficile trovare le parole giuste per descrivere la partita di questa sera. Il ritorno dell’inno della Champions sugli spalti giallorossi, Mourinho per la prima volta all’Olimpico dall’esonero e una gara contro quella che sulla carta dovrebbe essere la squadra più forte d’Europa, o almeno, con i giocatori migliori del calcio che conta.

Partendo dall’inizio, a meno di un’ora dal fischio d’inizio lo stadio comincia a riempirsi di tifosi carichi e fiduciosi di vedere una grande Roma contro la squadra più titolata d’Europa. Il cuore di ogni sostenitore è però anche toccato dall’emozionante saluto che verrà fatto nei confronti di Josè Mourinho, l’ultimo allenatore ad aver vinto sulla panchina giallorossa e con cui si è sfiorata la storia in quella maledetta finale di Budapest.

A pochi minuti dal calcio d’inizio però, tutta la concentrazione è rivolta sul match. Torna risuonare l’inno della competizione della coppa dalle grandi orecchie, viene sistemato il pallone al centro del campo e si parte.

Primo tempo: una super Roma domina il Real ma è solo 1-1 dopo 45 minuti

I giallorossi scendono in campo con la formazione identica alla gara contro il Como. Unica modifica, Soulè al posto di Pellegrini. Scelta azzeccata di mister Gasperini: il numero 21 argentino è il migliore in campo della prima frazione di gioco e le sue finte e la sua qualità tecnica ubriacano la difesa madrilena. La prima tegola della partita arriva subito: al 15′ Konè si ferma per fastidio alla gamba e, in lacrime, è costretto a uscire dal campo. Al suo posto Pisilli. Tuttavia, il risultato si sblocca dopo 20 minuti grazie a una sassata dalla distanza di De Roon che conferma il suo grande periodo di forma. L’Olimpico è una bolgia dopo il gol del vantaggio. Qualche minuto dopo è il Real a pareggiare i conti con botta dalla distanza di Mbappè che trova deviazione di Mancini e spedisce in maniera beffarda la palla alle spalle di Gollini. Oltre quest’azione però, i Blancos soffrono contro una Roma che è ben posizionata in campo e tiene alti i giri del contatore. Wesley sembra essere ritornato l’esterno che tutti conoscevamo, Malen ha voglia di riscattarsi dopo il rosso a Como e la difesa è pressocchè perfetta. Tutto questo non basta e dopo i primi 45 minuti il risultato è di 1-1.

Secondo tempo: i giallorossi reggono fino all’83’ poi crollano e subiscono tre gol in 7 minuti

Il secondo tempo comincia da sogno per la squadra di Gasperini: dopo appena 6 minuti è Malen a riportare avanti la Roma grazie anche qui a una deviazione fortuita che inganna Courtois. La ciliegina, sembrava essere arrivata con il terzo gol giallorosso al minuto 57: Malen viene pescato benissimo e solo contro il portiere dei Blanocs insacca per il 3-1. La Roma sogna e l’Olimpico è incredulo per la splendida prestazione messa in atto dalla propria squadra. Tuttavia, i tifosi rimangono ancor di più senza parole per quello che succede dopo. Il Real Madrid comincia a spingere di più e si evidenzia la differenza tra le due squadre: una continua ad avere la fisicità adatta per poter giocare o se gli manca, ha cambi di estrema qualità, l’altra invece comincia ad esaurire la benzina. Ed è quello che ha portato allo stravolgimento del risultato. Mourinho azzecca i cambi: entrano Espi ed Endrick che fanno rispettivamente 3-2 e 3-3 su calcio d’angolo. Poi la beffa incredibile: al 90′, di nuovo da situazione di corner, Rudiger anticipa tutti nell’area piccola e insacca per il 4-3. Tutto questo avviene in soli 7 minuti. Fino all’82’ la Roma era ancora avanti di due gol. Nessuno ci riesce a credere e invece, è tutto reale.

Era già successo contro la Juve, situazione identica, nel gennaio 2022: la Roma vinceva 3-1 e anche lì in 7 minuti cambiò tutto. L’anno scorso, di nuovo contro i bianconeri, arriva il pareggio nel finale con Gatti. E ancora più recente il 2-2 con l’Inter dopo un primo tempo in totale controllo.

Finisce con il gelo dell’Olimpico una partita che sembrava ormai messa in cassaforte. In questa competizione però, e soprattutto contro un avversario di tale portata, non puoi dare nulla per già acquisito. La situazione in classifica adesso si complica ma la possibilità di rifarsi c’è subito. Martedì 20 ottobre, sempre nella Capitale, ci sarà il match contro lo Slovan Bratislava, e prima ancora la gara in casa contro il Genoa.
Verrà accusato il contraccolpo oppure sarà fonte di carica questo risultato? Solo il campo ce lo saprà dire. Gasperini però ha un bel lavoro da portare avanti.

Pierluigi De Marinis