La Roma batte il Verona 2-0 e si qualifica per la Champions League 2026/27, un traguardo che mancava da ben 7 anni!

Gasperini, al netto delle assenze pesanti di Ndicka e Wesley, manda in campo la miglior formazione possibile: Svilar tra i pali, pacchetto difensivo a tre con Hermoso, Ghilardi e Mancini; sulle fasce Celik e Rensch mentre in mezzo al campo Pisilli e Cristante. Attacco totale con Dybala e Soulè dietro a Malen unica punta.

Svilar versione Superman salva i giallorossi

Il primo tempo comincia subito con un’azione offensiva del Verona che si fa vedere pericoloso in area avversaria. E’ una gara difficile da sbloccare per i giallorossi visto che i padroni di casa difendono uniti e compatti lasciando pochi spazi in mezzo al campo. La maggior parte delle azioni della squadra di Gasp partono dalle fasce, nessuna di queste però porta alla rete del vantaggio. E’ la Roma che gestisce il pallone ma il Verona verso lo scadere della prima frazione di gioco ha la più grande occasione dei primi 45 minuti: Ghilardi è troppo passivo e si fa superare da Bowie che però trova di fronte a sè un Mile Svilar in versione Superman che compie una parata a dir poco sensazionale e mantiene il risultato sullo 0-0. Un gesto tecnico che spiega senza se e senza ma per quale motivo ha vinto per il secondo anno di fila il premio come miglior portiere della Serie A.

Malen la sblocca ed El Shaarawy chiude: la favola del Faraone

Nel secondo tempo, la Roma scende in campo l’atteggiamento giusto: pressione alta e grande intensità per provare a sbloccare la partita. Dybala in campo regala emozioni: dribbling, qualità e giocate da vero campione. Con i suoi movimenti fa impazzire la difesa gialloblù che è costretta ogni volta a fermarlo in maniera irregolare. Al 50′, Valentini stende il numero 21 giallorosso a ridosso dell’area di rigore e viene espulso. Montipò salva miracolosamente la porta e manda in calcio d’angolo il pallone calciato da Soulè. Proprio dalla bandierina, avviene però l’episodio clue della partita. Battuto il corner in area c’è un tocco di mano di Bowie. Sozza viene richiamato al VAR e non ha dubbi: calcio di rigore. Dagli 11 metri Malen sbaglia ma sulla ribattuta c’è un intelligentissimo Paulo Dybala che si è posizionato sulla destra per poter ribattere la sfera e servirla al numero 14 per il gol del vantaggio. E’ delirio al Bentegodi. La Roma ha mezz’ora per provare a raddoppiare e chiudere la partita ma soffre tantissimo e, nonostante l’inferiorità numerica, sono i padroni di casa a gestire il possesso palla. Il Verona, nonostante la già matematica retrocessione in Serie B, le prova tutte per rovinare la festa alla Roma e addirittura si schiera con 4 punte davanti. Gli scaligeri fanno male e la difesa giallorossa sembra sempre in difficoltà e frettolosa di giocare. Gasperini è una furia con i suoi giocatori. Al minuto 92 però, si realizza la favola più bella di tutte: Robinio Vaz manda in porta Dybala che di fronte al portiere gialloblu non calcia e serve il pallone ad El Shaarawy che raddoppia il risultato e manda in festa il settore ospiti. Una conclusione di carriera nella Capitale straordinaria, con una rete che vale la qualificazione alla prossima Champions League.

Dopo 95 minuti, Sozza fischia 3 volte ed è festa totale giallorossa. Tutta la squadra va sotto la zona dedicata ai 1500 tifosi della Roma presenti. Nonostante il divieto di trasferta per i residenti nella provincia di Roma, dal resto d’Italia sono venuti tutti i sostenitori della squadra della Capitale per accompagnarli fino all’ultimo minuto.

Alla sua prima stagione in giallorosso, Gian Piero Gasperini realizza un obiettivo che mancava da troppo tempo in questa piazza. Un lavoro eccezionale realizzato dal tecnico di Grugliasco, l’unico che forse veramente non ha mai smesso di credere alla Champions League. E allora diciamolo: grazie Mister!

Pierluigi De Marinis