La Roma perde la decima partita in Serie A, forse la più importante della stagione. Perchè contro il Como vincere avrebbe significato non solo continuare a sognare concretamente per la qualificazione in Champions League ma anche rialzare la testa dopo le brutte batoste degli ultimi quindici giorni. Tutto questo, però non è accaduto. La squadra di Gasperini passa in vantaggio dopo 7 minuti grazie a un rigore trasformato da Malen. El Shaarawy viene fermato fallosamente in aerea di rigore da Diego Carlos e Massa indica il dischetto. Da lì in poi, però, finiscono le vere occasioni per la Roma. Il Como domina il primo tempo e la sensazione è quella di una difesa giallorossa che lotta per mantener l’1-0 per tutta la partita. Un miracolo di Svilar e qualche occasione sprecata salvano i giallorossi dal pareggio. Nel secondo tempo, c’è il crollo totale. La squadra entra stanca e non sembra ancora aver capito di star disputando uno scontro diretto. Il gol del pareggio arriva su un errore di tutto il pacchetto difensivo della Roma che lascia totalmente da solo Douvikas che è anche fortunato a piazzare il pallone sotto le gambe di Svilar. Come se non bastasse, al minuto 64 Wesley viene espulso per una scenata degna di Oscar (visto che siamo in tema) da parte di Diao che Massa vede come fallo da seconda ammonizione. Giallorossi in 10 e spazio aperto al Como per fare ciò che vuole. Il raddoppio arriva con Diego Carlos che si fa perdonare: su punizione, Svilar respinge e il difensore spagnolo si fa trovare pronto in area di rigore per fare gol. Roma non in grado di fare male neanche nei minuti finali, è dominio Como. Finisce 2-1 al Sinigallia.
Atteggiamento sbagliato, zero cattiveria e soprattutto poca voglia di portare a casa la partita. Ormai il copione lo conosciamo bene.
Pierluigi De Marinis
